A 19 anni l’ipnosi sembra magia, o almeno io la vedevo così.
Partecipai ad un seminario di un tizio abbastanza conosciuto e nel bel mezzo del suo show, quando credeva che fossi in una trance sonnambolica, guardai le 200 persone del pubblico e dissi:
” E quando si inizia con l’ipnosi vera?”
Tutti si misero a ridere rumorosamente, alcuni battevano le mani, altri fischiavano e sgomitavano.
L’unico che non rideva era il famoso ipnotista.
Era diventato rosso paonazzo e il suo collo era così gonfio da mostrare le arterie: stava sperimentando una sinestesia emotiva fatta di rabbia, vergogna, paura e tutto il resto, e il suo show volgare e violento era andato a farsi benedire.
Mentre me ne tornavo a posto e la maggior parte del pubblico si alzava per andarsene, l’ipnotista mi rincorse e davanti a tutti puntando il dito mi disse:
“Tu sei troppo debole o troppo forte!”
La stanza si fece un istante silenziosa, curiosa di una mia eventuale risposta che fu:
“O forse non hai la forza per saperlo veramente, non credi?”
L’aula esplose di nuovo decretando la fine della serata.
E questo era solo l’inizio.
Charlie Fantechi















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