Posso capire cose che neppure tu sai di te stesso solo guardando come tagli la pizza… ci crederesti? Beh… dopo la mia laurea in psicologia ho fatto un percorso di specializzazione di quattro anni. No… non per diventare pizzaiolo ma poter esercitare la psicoterapia ipnotica.
In quel periodo ho imparato molte cose, ma dopo i primi due anni ciò che gli eminenti professori ci potevano insegnare si era velocemente esaurito. Colpa anche di due allievi particolarmente fastidiosi e saccenti che addirittura studiavano tutta la letteratura scientifica in lingua inglese più aggiornata facendo poi insidiose domande al malcapitato docente di turno.
Uno dei due allievi ero io.
Come mi era stato insegnato, riuscivo a fare una diagnosi ipnotica da come il paziente si sedeva e si accomodava sulla sedia nei primi 30 secondi di una seduta.
Facile: se si sedeva velocemente abbandonandosi completamente sarebbe andato in ipnosi molto facilmente senza opporre resistenza. Il fatto che incrociasse le gambe in un modo particolare ci faceva scegliere uno specifico registro linguistico e se portava la mano alla testa durante i primi istanti sapevamo che la sua componente razionale sarebbe riemersa dopo un primo momento di rilassamento.
Poi, stanchi dei segnali per noi oramai scontati, io e il mio collega iniziammo a fare diagnosi da come il paziente entrava dalla porta nella fase di approccio della porta e di superamento e chiusura della stessa.
Poi passammo a fare diagnosi con una buona percentuale di successo dal modo in cui bussava alla porta o avesse un passo particolarmente pesante salendo le scale o camminando nel corridoio: il secco rumore dei tacchi la diceva lunga sulla rigidità mentale di alcuni.
Poi iniziammo a spingerci oltre il mondo razionale, usando l’ipnosi su noi stessi per capire elementi fondamentali della personalità di chi non avevamo mai visto, né sentito prima. Riuscivamo a prevedere cose impossibili e sempre più dettagliate, fino al punto che a volte ci spaventavamo delle risposte fornite dai pazienti e che ci dicevano che il nostro mondo razionale era solo una parte del tutto, la parte visibile.
Poi ci accorgemmo che la mente poteva allenarsi a percepire, ma nello stesso tempo proiettare potentemente un pensiero di un elemento nella mente di uno sconosciuto. Ciò che credevamo essere vero iniziava ad esserlo anche per gli altri senza che sapessero neppure il perché. Alcuni raccontavano nei dettagli storie fasulle sulla loro vita che andavano a ricalcare le nostre previsioni e poi in seguito dichiaravano confusi di aver mentito e di non conoscerne il motivo.
Poi accadde qualcosa di realmente incredibile ai confini della realtà che ci fece promettere che avremmo smesso di giocare col fuoco e mai rivelato a nessuno i contenuti di ciò che sperimentammo e anche in questa sede continuo a prestare fede a quella promessa.
Da quel giorno abbiamo iniziato a sdrammatizzare applicando i nostri “poteri” alle cose più grottesche. Trasformando ciò che era diventato un mondo parallelo in un gioco divertente.
Da tutto ciò nasce il Test della Pizza, metodo infallibile per comprendere in pochi istanti la personalità dei tuoi commensali e scacciare i demoni con una risata che lascia un alone di sorpresa e mistero.
La procedura è semplice:
1. Inviti qualcuno a mangiare la pizza;
2. Fai ordinare all’altro il tipo di pizza che preferisce cercando di non influenzare la scelta;
3. La pizza è il tipo di impresa che la persona sceglie di affrontare.
4. Valuta la pizza su una scala di complessità: la pizza più semplice “la margherita”, anche se completa, mentre le focacce mancano di “legante” tra gli elementi e risultano in qualche modo aride; la quattro stagioni è più complessa anche se strutturata; quelle che hanno più di 4 ingredienti di farcitura denotano interesse per situazioni complesse e difficilmente “digeribili”… (le sfumature sono centinaia, ma per ora ti basti capire se il livello di complessità è basso, medio o alto;)
5. Poi osserva come la persona approccia la pizza e si accinge a tagliarla: parte dal centro oppure da un lato e la attraversa completamente? Tende a tagliare via i bordi? La taglia in quattro e poi la mangia con le mani? Ogni piccolo dettaglio può rivelarti molto sull’approccio di quella persona alla realtà, ai problemi e alle imprese che decide di affrontare.
Qualche piccolo consiglio prima che tu possa sviluppare quella sensibilità di un esperto di pizzologia:
- se la persona parte dal centro della pizza, è ovvio che di solito inizia un’impresa andando al cuore della questione;
- se poi procede con un taglio simmetrico e solo alla fine del taglio si appresta a mangiare, la persona mette i propri bisogni in secondo piano e procede con un approccio razionale;
- se usa le mani, evidentemente ama immergersi nelle questioni toccando con mano (appunto) ciò che va ipotizzando;
- se invece vedi che sposta i funghetti o un qualche elemento sulla pizza (che lui stesso ha ordinato) ciò ti fa capire che tende a non fidarsi di sé e degli altri;
- se scarta i bordi, specie se non sono particolarmente bruciati, tenderà a eliminare le parti imperfette della propria impresa negando l’esistenza di alcuni elementi e arrivando a mentire, con scarse capacità di integrazione degli aspetti negativi di sé e dei propri comportamenti con relativa tendenza alla menzogna;
- tra le possibili deviazioni mentali che puoi incontrare ci sono le “vivisezioni” asimmetriche proceduralizzate, ma di questo parleremo in futuro…
Adesso mi è venuto un certo languorino.
Buon appetito e buon divertimento!
Lo chef, Charlie Fantechi
PS. Certo anche la pizza da asporto la dice lunga sulle tendenze socio-fobiche di alcuni.
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PPS. Ok se ci sono almeno 10 squilibrati disposti ad ascoltarmi per un giorno intero mentre parlo di pizza, faccio un corso sull’argomento.
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Vieni a vedere com’è la pizza in Florida!
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Caro Charlie, ti chiamo confidenzialmente col tuo nome, pur non conoscendoti, non so nemmeno se questo buffo nome è il tuo vero nome, ma dal momento che invadi il mio computer (dopo mia richiesta) con grandissima simpatia, irruenza passionale mai vista e genialità direi al momento incontrastata………bè grazie per portare questi momenti di magia nella mia vita….prima o poi ci conosceremo perchè questa è la magia che ho nella mia vita, tutto quello che desidero prima o poi si manifesta……..e questa cosa della pizza mi sembra veramente GENIALE!!! Ciao nè! Giò
Caro Charlie, ho letto l’articolo sulla pizza e l’ho trovato interessante, specialmente accompagnato da una buona pizza. Volevo trovare qualcosa sulle deviazioni mentali quelle che tu chiami le “vivisezioni” asimmetriche proceduralizzate, ma di questo argomento non ho trovato traccia sul web per conoscere con anticipo di cosa si tratta. Ciao michele
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