30 nov
L’intelligenza divino-finanziaria
Pubblicato in Blog il 30 novembre 2010
 

Sabato scorso è stata una di quelle giornate che si ricordano a lungo anche se poi mi sono scordato di tutto. Partiti venerdì sera da Milano alla volta del Lago Maggiore arriviamo a Stresa innevata e incantevole. La truppa è al completo e oltre a me e Fulvia ci sono i nostri 3 bimbi e anche altre due bimbe aggiunte, un po’ più cresciutelle, che ci seguono con la Smart. La neve e le luci si riflettono negli occhi di tutti rendendo l’aria natalizia. Dopo esserci persi insieme al navigatore per le strette stradine del paese, troviamo il bed and breakfast che fa per noi: Lo scoiattolo e la noce.

Il proprietario ci accoglie cordiale e infreddolito e ci guida al buio nell’appartamento che si affaccia sul giardino. Scarichiamo i bagagli e andiamo ad incontrare Daniele al Centro Congressi che ha 11 sale di cui una è immensa ed assomiglia ad un teatro vero. Buio, neve e silenzio intorno e un teatro vuoto da disposizione dei bimbi che corrono e giocano a nascondino, spuntanto da ogni dove.

Si spengono le luci in sala e vediamo tutti insieme in prima fila qualche filmato suggestivo che Max sta scaricando da YouTube. Ci divertiamo. Le 21 sono passate da un pezzo e la fame si fa sentire. Chiamiamo il runner pizza più vicino che ci dicono è a 20 km e negoziamo per avere un numero elevato di pizze con consegna a domicilio. Ci pregano di andarle a ritirare e di non fare scherzi stupidi dando un indirizzo falso, tipo un cinema, un teatro o un centro congressi.

Teniamo duro e dopo un’ora arriva un ragazzo in motorino semi-congelato. Sotto lo strato di brina che si sta sciogliendo, il suo volto torna ad essere espressivo. Mi guarda e mi dice: “sa, è il mio primo giorno di lavoro, non so se fa per me”. La mia risposta è decisa: “Sì fa proprio per te, altrimenti non saresti qui.” Mi guarda confuso. Oltre alla mancia, mi sento di dare qualcosa in più e dico: “Ti piacerebbe fare un lavoro diverso?” I suoi occhi dicono di sì. “Bene, il modo migliore di smettere di fare quello che stai facendo è farlo bene. Se lo farai bene tra poco qualcuno ti chiederà di fare altro.” Stavolta il ragazzo mi guarda sconcertato, raccoglie velocemente gli spiccioli e fugge piano, senza correre, da questo strano gruppo di fanatici.

Non abbiamo i coltelli e le pizze non sono tagliate: lavoro fatto senza attenzione, il pizzaiolo continuerà a fare quello per molto tempo e senza grande successo. Iniziamo ad accartocciare le pizze e a morderle in modo animalesco. La mozzarella è ovunque. I bambini fanno il bagno nell’olio fino ai gomiti e i loro volti sono cosparsi di una strana crema abbronzante al gusto di pomodoro. Arriva Fulvia con le forbici e dando un taglio al passato, ci semplifica le cose. Non abbiamo niente da bere. Siamo tentati di richiamare il ragazzo che a quest’ora sarà già tornato alla base, ma abbiamo pietà di lui e andiamo tutti in bagno a bere dal rubinetto come si faceva a scuola.

Fulvia e le ragazze preparano il banco dei libri per domani e i bimbi aiutano (a rendere il compito più impegnativo). Siamo pronti! Torniamo all’appartamento, pigiami, denti e tutti a letto.

Sono le sette del mattino e siamo tutti in piedi per la giornata di seminario. I bimbi sono emozionati perché in un’altra stanza del centro ci sarà una giornata dedicata a loro, dove potranno sviluppare i loro talenti (e soprattutto giocare con altri bambini!).

Esco in giardino ed è quel freddo limpido che pulisce le energie. E’ una giornata giusta per le trasformazioni. Guardo il lago e vedo la luce del sole che si fa strada scendendo dalle montagne fino all’oscurità delle acque. Il cielo è terso, dandomi la sensazione di poter fare tutto senza dover fare niente.

Facciamo colazione tra cioccolata, cereali e buffi scoiattoli di peluche con cui i bimbi conversano. In un lampo siamo all’evento. Centinaia di persone arrivano e mi perdo nel flusso dei saluti e delle idee. Ogni tanto qualcuno dei bimbi spunta ridendo e tutto sudato. :-) C’è Daniele sul palco che parla veloce e concentrato. La sua determinazione è tangibile.

Tocca a me e come al solito sono curioso di sentire che cosa dirò. C’è una slide alle mie spalle che dice che sono il numero uno dell’ipnosi conversazionale in tutto il nostro sistema solare e forse oltre, la responsabilità è grande. Per non sbagliare, parlo di tutto tranne che di ipnosi. In particolare mi sembra di parlare dei soldi e della loro bizzarra connessione con il divino. Qualcuno giustamente se ne va, credendomi pazzo. La maggior parte rimane e dalle loro facce intuisco che sto dicendo qualcosa di grande. Mentre accade mi viene da ridere e continuo a farmi attraversare da tutte queste strane idee che non so neppure da dove arrivino. Una parte di me ascolta stupito ciò che sto dicendo. L’applauso finale è sincero ed emozionato.

Faccio un passo per scendere la gradinata del palco e tutto scompare. Non ho idea di ciò di cui ho appena parlato. Fulvia mi viene incontro e mi dice: “Porca puzzola, ma cosa ti è successo? E’ uno dei discorsi più belli che abbia mai sentito.”

Dopo un po’ si avvicina Riccardo, mio figlio e mi dice: ” Babbo, alla fine c’ero anch’io e ti ho sentito. Se vuoi incontrare Dio devi spendere tutti i tuoi soldi e tenere sempre la finestra aperta, anche d’inverno, giusto?” Beh, più o meno…:-)

  • 30 novembre 2010 at 15:22 | posted by Cristina

    Che articolo, Charlie! E che belle esperienze ci stai raccontando! Sono d’accordo con Riccardo alla fine, che in forma di battuta afferma delle cose molto vere … incontrare Dio però non sarà facile, ma step by step, con un po’ di umiltà ce la potremmo fare. Grazie per questo magnifico affresco di vita. E i bambini portano sempre allegria intorno, la stessa che si respira leggendoti … a volte vorrei tornare anch’io bambina, e scrivere come tale, sorprendendo e sorprendendomi!



  • 30 novembre 2010 at 16:28 | posted by Olga

    Penso che Riccardo, con la sua infinita dolcezza, abbia centrato appieno il senso. Certo, ha semplificato il tutto, ma certe volte è proprio il caso di dire: Benedetta Semplicità. Complimenti per le splendide foto, si respira una bella aria. Ma sopratutto complimenti alla compagnia perché, come dice Paulo Coelho: I bambini sono divertenti proprio perché si possono divertire con poco. E questo racconto ne è la prova!!!!!!



  • 1 dicembre 2010 at 10:33 | posted by giovanni garavello

    Commovente



  • 1 dicembre 2010 at 16:30 | posted by Benedetta

    Che bella descrizione!!!! mi hai condotto per mano in un tour meraviglioso, rivedendo la tua giornata e diventando parte di essa!!! pur non conoscendoti !
    Mi manca la parte + importante…caspiterina…il tuo discorso!!!!!

    Incontrare Dio è l’esperienza + bella che ogni uomo DEVE fare per capire chi è e come vivere in questa “casa” dove abitiamo.

    Dio è in noi e noi siamo in Lui, Dio duplicò se stesso creandoci alla Sua immagine e somiglianza……IO vedo in te il mio Dio!!! :::se oggi capiremmo questo da noi sprigionerebbe solo AMORE ciò di cui è fatto DIO…Dio è Amore, Dio è Luce….e noi siamo l’estenzione di Dio stesso. Ma non abbiamo capito come usare questa forza che è in noi e per noi!!!

    Mi innamoro di Lui ogni giorno e desidero sempre conoscerlo e amarlo in tutta la Sua grandezza!
    Ma il segreto è stato rivelato e pochi sono coloro che lo trovano!!!! ma chi lo ha trovato è una persona stra-ordinaria!

    Ti apprezzo!

    Benedetta



  • 1 dicembre 2010 at 18:53 | posted by Sara

    La descrizione dei due giorni passati a Stresa è incantevole e talmente piena di particolari che mi lascia la sensazione di aver vissuto quelle ore…
    Mi sono fermata molto a riflettere sulla frase “…il modo migliore di smettere di fare quello che stai facendo è farlo bene. Se lo farai bene tra poco qualcuno ti chiederà di fare altro.”…Ho pensato e ripensato…all’inizio non mi tornava (ero sconcertata come il ragazzo delle pizze!) e alla fine ho capito…Sicuramente questa è una grande verità che terrò sempre a mente!
    Charlie ti ringrazio per l’illuminazione



  • 1 dicembre 2010 at 18:54 | posted by Emma

    :-) Che bell’articolo, tra i bambini che giocano a nascondino e il ragazzo in motorino che si sarà chiesto dove mai poteva esser finito, mi ha messo il sorriso. E mi ha fatto alzare dalla scrivania per aprire la finestra – non si sa mai!



  • 1 dicembre 2010 at 19:09 | posted by Roberta

    Charlie, lo sai che ogni volta che parli di come Dio si diverte a sperimentarsi nei corpi umani, anche al Web Monster… mi colgono i brividi e mi commuovo forte… nostalgia della luce… nessuno come te era mai riuscito a trasmettermi la connessione tra soldi e Dio… Hai detto: “lasciar fluire l’abbondanza attraverso di me senza appropriarmene, come un koan. Solo così continuerà ad esserci” :-)



  • 1 dicembre 2010 at 19:16 | posted by liilar

    Bello ti invidio .Dice bene il piccolo, il non attaccamento niente paura e lasciando la finestra aperta arriva l’energia Universale.



  • 1 dicembre 2010 at 19:17 | posted by giovanna piras

    Bellezza
    Saggezza
    Famiglia
    Crescere Insieme

    Un articolo vivo e pieno di realizzazione.

    Ahhhh.. WWWWW…I BAMBINI!



  • 1 dicembre 2010 at 19:41 | posted by Filippo

    ok charlie io non ho visto il tuo seminario ma per quel poco che ti conosco sicuramente deve essere stato bello, interessante,ed emozzionante



  • 2 dicembre 2010 at 14:23 | posted by Carlos

    sembra facile… tutto una danza… come mettere la cera togliere la cera… se fosse cosi’ facile oramai saremo gia’ tutti arrivati… sono in pochi quelli disposti a pagare il prezzo… o di sapere che c’e’ un prezzo o qual e’ il prezzo… come dicono i sufi che danzano danzano come dervishi, – il lavoro va fatto su noi stessi, e come disse Cristo – sono pochi quelli che mietono :-)



  • 2 dicembre 2010 at 14:26 | posted by Fran

    Tutto è permeato di famiglia. e dunque di Natale.
    Quest’anno il mio Natale è a rischio perchè a rischio è la mia famiglia, ma da adesso la mia finestra è aperta, il mio cuore è ancora più aperto, il tutto è in me e io sono nel tutto.
    Dopotutto a Natale mancano ancora dei giorni e per allora potrei eliminare i rischi!
    Grazie …



  • 3 dicembre 2010 at 11:33 | posted by Pietro

    ..Sopratutto quando non ci si ricorda più cosa si è detto….vuol dire che forse….qualcosa o qualcuno di più alto ha parlato attraverso di noi…;-) le idee sono frequenze… e usare il cuore ci porta a collegarci a ciò che è più grande di noi e di cui questa umanità ha bisogno di ricordarsi in questi tempi…un abbraccio..:-)



  • 3 dicembre 2010 at 15:56 | posted by Giovanni

    Ciao Charlie,
    Bentrovato. …Ma non si potrebbe ascoltare questo gran discorso?! Ne sarei felice.
    Chissà che non ti arrivi un commento anche da Calvino – …non Italo, :-) .
    Questo articolo mi ricollega a qualcosa che ti dissì ai tempi di quando ti vedevo a Prato.
    Ti scriverò due righe. Sì, prenderò uno dei pack.
    Ciao.



  • 3 dicembre 2010 at 17:44 | posted by Lorenzo Magnolfi

    Quel ragazzo in mototino forse starà ancora pensando alle parole che gli hai detto. Speriamo che davvero suscitino la reazione sperata! E’davvero bella l’atmosfera rilassata e di grande collaborazione e affetto che traspare da quest’articolo. La location e gli agenti atmosferici senz’altro hanno fatto la loro parte, ma anche il calore delle persone non è di poco conto. Evidentemente per il tuo discorso è valsa la regola che a volte è molto meglio improvvisare, senza neanche riflettere su quello che si sta dicendo, lasciando che lo slancio vitale faccia il suo corso…



  • 3 dicembre 2010 at 19:23 | posted by Paolo Angeri

    Beh, attraverso Dio si può trasformare ogni cosa, compreso il denaro, in una grande opportunità di evoluzione.
    Complimenti Charlie!



  • 7 dicembre 2010 at 14:21 | posted by Roberta

    Ho iniziato a leggere per caso e non mi sono più fermata.
    Che sia il Suo lavoro o no, l’ha fatto molto bene.

    E’ stato un piacere leggere … e sentire.



  • 7 dicembre 2010 at 20:55 | posted by Roberto Ravera

    “..Andare sul palco per ascoltare ciò che dirò…”..
    Essere spettatori curiosi di se stessi, con il divertente dono di dire le cose nell’ istante preciso in cui emergono e te le rappresenti internamente…nessun filtro, nessun paletto, solo il flusso che viene da lontano, che affascina e colpisce….
    Once again, mission accomplished Charlie! ;-) )



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