9 nov
Milton Erickson Day!
Pubblicato in Blog il 9 novembre 2010
 

Questo viaggio negli Usa è stato uno dei più emozionanti dell’ultimo anno e lo spirito di Milton è come se mi avesse accompagnato in ogni azione e in ogni luogo esplorato, esterno ed interiore.

Ho ripensato a Dave e alle decine di storie che mi ha raccontato e mi ha fatto rivivere. Avrei voluto avere modo di conservarle tutte, ma sono sicuro che il mio inconscio lo ha già fatto per me.

Ho sentito anche l’affetto delle tante persone che mi hanno seguito a distanza in questo viaggio. Ho pensato a come sarebbe stato bello se ognuno di voi avesse potuto fare lo stesso viaggio, o meglio il proprio viaggio a cospetto del suo inconscio.

Ho pensato che fosse solo un sogno passeggero, un’idea impossibile da realizzare: un luogo lontano e difficile da raggiungere per molti.

Poi ho guardato la cosa da una nuova prospettiva: è davvero il luogo che costituisce il sogno o sono le storie che danno un senso a quel luogo e che attraversano le persone.

Questa magia appartiene proprio alle persone e in questo caso al grande Milton Erickson e a quelli che, come Dave, lo hanno potuto guardare negli occhi e conservare quella fiammella di speranza e meraviglia che è stata accesa nell’animo di chi lo ha incontrato.

Mi sono chiesto allora: chi è che può aver conservato con maggiore intensità quella luce che Milton ha trasferito a tante persone?

Prima ho pensato agli allievi che lo hanno frequentato per qualche mese o alcuni per qualche anno. Poi ai pazienti che in qualche seduta sono guariti ho hanno imparato a guardare la malattia con occhi nuovi. E poi ho pensato alla cosa più ovvia quasi invisibile. Ho pensato a quella bambina seduta in potrona alle spalle di Milton mentre lui parla con un paziente in una foto antica. Ho pensato a Betty Alice, la figlia: la persona che è stata cresciuta da Milton per poi sviluppare una passione intensa per l’ipnosi e un grande amore per persone.

Ho pensato proprio a chi lo ha conosciuto nel profondo e continua a trasferire il suo messaggio e proprio in quel momento mi è arrivata la risposta di Betty Alice Erickson che farà una giornata di corso per noi in Italia!

Sarà un grande onore ospitarla in una giornata straordinaria a Milano il 14 Maggio 2011.

L’idea è quella di ripagare le spese dell’evento stesso, per cui Dialogika ha appena fatto un’offerta che si aggira attorno ai 150 euro per la giornata per chi prenota questa settimana. Inoltre c’è in reagalo l’unico dvd di Erickson in lingua italiana che sta per uscire.
Io sarò in prima fila all’evento e tu? :-)

  • 9 novembre 2010 at 12:26 | posted by giovanni garavello

    Idea molto bella charlie



  • 9 novembre 2010 at 12:51 | posted by Martina

    Veramente un’opportunità eccezionale! Betty Alice ha molto di suo padre, e credo che la sua presenza evochi in maniera straordinaria il grande uomo che è stato Milton Erickson. Hai trovato davvero un ottimo modo per rendere tutti noi partecipi di questa esperienza quasi metafisica che è l’incontro con una figura del genere… Da non perdere!



  • 9 novembre 2010 at 12:59 | posted by Emma

    Il viaggio non sembra proprio concludersi, l’emozione continua… In buona compagnia direi, con la figlia di Milton Erickson che, tra l’altro, più di tutti ne ha continuato il lavoro – insegna e pratica anche lei, giusto? Chissà che aspettative altissime avranno del suo lavoro i pazienti, viene quasi da chiedersi se, oltre a un privilegio unico, non sia forse una condizione un po’ difficile seguire le orme di tale padre.
    Comunque, bellissime le foto, che sguardo intenso quello della prima e meravigliosa la seconda del maestro all’opera!



  • 9 novembre 2010 at 13:11 | posted by Paola

    La bambina e’ come la bambina all’inizio del film del libro di Isabella Allende, La Casa degli Spiriti, dove la bambina che racconta la storia sta seduta guardando… raccontando la storia…la sua storia che e’ la storia della famiglia e la storia di tutti…



  • 9 novembre 2010 at 14:59 | posted by Debora

    Come già commentato da Martina, la possibilità di poter conoscere Betty Alice Erickson è davvero un’opportunità incredibile!
    Per chi studia psicologia (e non solo) si tratta di un sogno che si avvera…quante volte studiando le teorie elaborate da grandi personaggi come Rosenmberg o Bandura ci siamo detti: “Cosa non darei per conoscerlo”!! ed ora, grazie al tuo impegno e alla tua professionalità finalmente ci è data l’occasione di poter realizzare quel sogno!
    Di certo non mi farò sfuggire questo evento!!
    Grazie!
    cari saluti,
    Debora ;-)



  • 9 novembre 2010 at 15:10 | posted by Olga

    E’ veramente ammirevole il modo in cui Erickson lavorava; anche se penso che più di una professione si trattasse di una vera e propria passione legata alla sua immensa dedizione in tutto quello che la vita gli proponeva. Questo Signore, mai parola più appropiata, è stato sicuramente un genio nel capire le persone, Ha permesso a tanti individui di “riprendere” le redini della propia vita, una vita come lui intendeva, cioè piena e costruttiva. Penso che sia il modo più ammirevole per cercare di aiutare, ma sopratutto per cercare di guarire, le persone. Betty Alice rappresenta sicuramente il proseguimento del suo brillante modo di essere.



  • 9 novembre 2010 at 16:25 | posted by Cristina

    Betty Alice Erickson verrà in Italia … Charlie questa è proprio una notizia incredibile! Ma bisogna crederci e anche esserci ad un simile appuntamento. Ho letto il libro “Milton H. Erickson, M.D. An American Healer” e il capitolo di Betty Alice è il più comunicativo, pieno di informazioni umane e scientifiche su suo padre e sui suoi pazienti. A volte divertente a volte commovente … le situazioni corrono una dopo l’altra e non danno un attimo di tregua al lettore, lo avvincono. Non so se ci sarò a Milano quel giorno, mi piacerebbe moltissimo, eppure da un po’ di tempo viaggiare da sola mi mette a disagio, paio una vagabonda in cerca di aiuto. Ciò mi ricorda ancora il libro su Erickson e precisamente il capitolo che riporta il diario scritto dal maestro quando era un ragazzo e intraprese un viaggio in canoa “da solo” lungo i fiumi che sfociavano poi nel Missouri, se non ricordo male. Un percorso irto di ostacoli, che egli però seppe affrontare con sagacia e resistenza fisica, nonostante fosse reduce da una convalescenza da poliomielite. Ha incontrato tantissime persone lungo il suo viaggio, non si è perso mai d’animo, ed è riuscito nel suo intento: quello di tornare a casa più robusto, più sano e più forte fisicamente e psicologicamente. Chissà cosa sarebbe successo a me … ma forse da giovane ce l’avrei fatta, come lui. Be’ Charlie, se la prontezza di spirito non mi avrà abbandonata del tutto e se mi sarò ripresa un po’ dal mio disagio, tenterò di andare a Milano, a vedere e ascoltare una scrittrice e una donna splendida.



  • 9 novembre 2010 at 17:17 | posted by Luisa

    Ciao, mi piace molto Erickson e verrò sicuramente all’evento.
    Non posso fare a meno di dire che mi ha colpito come scrive Cristina…:Mi sembri una persona che “va forte” delle sue debolezze! So che ti farebbe bene farlo, ma per questa volta magari non dovrai andare da sola a Milano ;)



  • 9 novembre 2010 at 17:42 | posted by Gabriella Bagnoli

    Ciao Charlie,

    fino a poco tempo fa non sapevo neppure che una persona come Milton Erickson fosse esistita e ora comincio a percepirne la presenza attraverso le persone che hai conosciuto nel tuo viaggio in Arizona. Non so nulla di Betty Alice Erickson, e quella bambina nella foto in bianco e nero mi fa molta tenerezza. Vorrei saperne di più, per questo non vedo l’ora che arrivi maggio, per avere la possibilità di conoscere anch’io un pezzo di storia. Grazie per l’evento di Milano. Grazie a Dialogika per l’offerta. Grazie a Betty Alice Erickson per aver accettato l’invito. Grazie a tutti!



  • 9 novembre 2010 at 18:04 | posted by Luca

    Charlie, solo tu e la Dialogika potevate creare un evento simile! Leggo sempre i tuoi articoli e il tuo sito, sono interessato a qualsiasi cosa tu faccia, ma è la prima volta che scrivo un commento sul tuo blog, quindi scusami se ti sembrerò banale. Trovo questa venuta a Milano di Betty Alice Erickson un occasione più unica che rara per capire a fondo l’operato di suo padre. Hai scritto che state traducendo un libro dall’inglese all’italiano che parla di Milton Erickson. Quando uscirà sarò il primo a comprarlo, credimi! E a Milano spero di conoscere anche te di persona!



  • 9 novembre 2010 at 22:51 | posted by Charlie

    Grazie dei bei commenti. E’ incredibile come questo libro mi abbia trovato per farsi tradurre. Per poi farmi conoscere Betty Alice che mi ha presentato a Dave che mi ha portato a spasso per Phoenix, “mostrandomi” Erickson. E la storia continua…:-)



  • 10 novembre 2010 at 14:53 | posted by Michele

    Quello che si vede qui di Milton Erickson e’ il senso di community e l’importanza di ognuno che si affaccia. Un posto dove tutte le voci sono diverse e dove queste voci diverse vengono ascoltate,apprezzate e sviluppate.



  • 10 novembre 2010 at 19:24 | posted by Giammarco

    Ogni volta che viaggio, per lavoro o per piacere, mi trovo a riflettere sul viaggio stesso e a condividere con altri la filosofia a lui legata di un iter esterno e interno che insieme e contemporaneamente determinano un momento magico dell’esistenza. Quello che Charlie ha vissuto è uno dei momenti magici che contribuiscono a renderlo una persona speciale. L’evento che sta creando in Italia è unico e prezioso. Grazie Charlie.



  • 11 novembre 2010 at 15:46 | posted by Giovanna

    …un giorno per “toccare con mano” qualcuno che a volte sembra un mito piuttosto che una persona che ha veramente vissuto.Tante volte ho pensato di andare a vedere delle persone o gruppi o luoghi famosi e a volte ho rimandato la visita e tutte le volte l’ho rimpianto. Le persone grandi e chi ha conosciuto loro di persona, sembrano immortali e come tali sempre “accessibili”, ma poi ci si sveglia e ci si accorge che non c’e’ piu’ e che ti e’ sfuggito. Non ho potuto conoscere Erickson, ma non mi lascerò sfuggire l’opportunità di conoscere Betty Alice. Ci vediamo a Milano! :-)



  • 11 novembre 2010 at 16:05 | posted by Ilaria

    Allora e’ ufficiale! Ho visto la mailing che dice che viene davvero Betty Alice e possiamo prenotare gia’ ora per vederla e sentirla di persona. Grazie :) mi piace tanto l’idea di prenotare per maggio e nel fratempo prepararmi con le vari letture – grazie ancora!



  • 11 novembre 2010 at 19:47 | posted by Lorenzo Magnolfi

    A volte si può fare un lungo viaggio anche restando a casa propria. Questo viaggio lo si può compiere con la mente, senza la necessità di muoversi fisicamente. E’ un concetto che descrive molto bene lo scrittore francese Joris Karl Huysmans, nel suo capolavoro “A rebours” (a ritroso o controcorrente). Qualcosa di simile è accaduto per noi con i resoconti del tuo viaggio, carichi di emozioni e di significati nascosti. Condividere le proprie emozioni con altre persone, specie se si è consapevoli, che queste le apprezzeranno nel modo adeguato, è davvero una grande fonte di soddisfazione e appagamento.



  • 12 novembre 2010 at 15:41 | posted by Rossella

    Che grande notizia! Davvero un appuntamento da non perdere… Si sa già come sarà organizzato l’evento? Non sto davvero nella pelle all’idea di poter incontrare una donna così straordinaria e aspetto con impazienza altri dettagli… Voglio anche io il posto in prima fila Charlie! :-)



  • 12 novembre 2010 at 15:58 | posted by Erica

    Sono d’accordo con Lorenzo. Charlie, il viaggio che hai fatto e il modo in cui lo hai raccontato ha suscitato in me la voglia di continuarlo insieme a te a Milano! Ma Betty Alice Erickson è mai venuta in Italia? E quanto tempo durerà l’evento? E lei di cosa parlerà? Di sé, di suo padre o dell’ipnosi in generale? Scusa tuttte queste domande, ma sono davvero interessata a saperne di più… Spero mi risponderai. Al prossimo viaggio!



  • 16 novembre 2010 at 18:52 | posted by Lorenzo

    Scrivo adesso, perché non ho avuto occasione di poterlo fare prima. Sono molto contento nell’aver appreso la notizia dell’incontro con Betty Alice Erickson in Italia. Sicuramente avrà da raccontarne delle belle. Sono proprio curioso anche di sapere come ha vissuto in rapporto alle capacità psichiche di suo padre. Ma sono sicuro che lei non sia da meno.
    Suo padre le avrà comunicato quanto non è nemmeno immaginabile. Erickson con lei, si percepisce dai suoi libri, aveva una rapporto speciale. Ma nello stesso tempo anche la figlia deve avergli dato tanto, a giudicare sempre di come ne parla nei sui testi. Certe volte Erickson nel corso delle sue sedute parla dei suoi figli e spesso di Betty Alice per cambiare discorso o per spostarsi su un piano metaforico.
    Se posso permettermi un accostamento del tutto fuori luogo, certe volte si ha l’impressione che venga tirata in ballo come fa il protagonista di una ormai vecchia serie televisiva: il tenete Colombo, quando questo tira in ballo sua moglie. Cita sua moglie per togliersi d’impiccio da certe situazioni scomode. O per giustificare i suoi teoremi o le sue ipotesi investigative.
    Ma in realtà Erickson parla di sua figlia Betty Alice perché è una parte della realtà che ha davanti, accanto, forse una delle parti più genuine.
    Erickson quando parla di sua figlia o la invita a partecipare direttamente all’interno delle sue sedute di ipnosi non lo fa aspettandosi da lei qualcosa di preciso per dimostrare qualcosa “io non sapevo quello che mia figlia avrebbe fatto” dice in un’occasione. Ma nella completa fiducia dell’esrpimersi del suo inconscio e della sua intelligenza.

    Erickson parla di Betty Alice anche riguardo ad una capacità che sua figlia aveva appreso indipendentemente da lui. ma con le stesse modalità di suo padre, potremmo dire. cioè a partire da una situazione di difficoltà.
    Da bambina aveva un occhio bendato per un qualche problema, in quell’occhio aveva imparato ad immaginarsi scene di fantasia, anche mentre l’altro occhio era aperto. E così facendo in conseguenza si era accorta che questo gioco faceva dilatare la sua pupilla.
    Imparò a dilatare le pupille anche senza benda… immaginandosi soltanto di averla!
    In questo modo aveva ingannato un oftalmologo… il dottore rimase incredulo nel vedere prima l’occhio destro della bambina che stava visitando con la pupilla dilatata e non il sinistro e poi solo il sinistro e non il destro! quando Betty Alice spiegò il suo trucco al dottore questo “fu molto persuaso di ciò che possono fare i bambini”.
    A proposito di questa sua capacità Erickson racconta di sua figlia già ventitreenne “l’anno scorso Betty Alice è andata in Italia. poiché aveva delle difficoltà con il passaporto se n’è stata là con i suoi grandi occhi azzurri e le pupille dilatate ed ha conquistato i loro cuori”
    sicuramente conquisterà anche i nostri!



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