14 feb
Si salvi chi può
Pubblicato in Blog il 14 febbraio 2012
 

È chiaro che un comandante, in caso di affondamento, ha l’obbligo morale di essere l’ultimo a lasciare la SUA nave.

Ma questo non può valere per i passeggeri, che hanno il diritto di mettersi in salvo e il dovere di salvare chi è più debole e si affida a loro.

Per quanto i vari comandanti che si susseguono su una nave vi vogliano convincere che la nave è anche vostra e che siete i comandanti della vostra cabina, questo non è VERO.

Altrimenti ci troviamo nella grottesca situazione (certo impossibile) di un comandante che lascia la sua nave per primo e che da una scialuppa di salvataggio col cellulare incita i “comandanti” a bordo (ognuno nella sua cabina) a prodursi in atti eroici per salvare se stessi e la “loro” nave.

Il problema è che quella nave non è mai stata di quei passeggeri e non lo sarà MAI. Lo diviene solo quando sta per affondare e, nel caso non affondi, ritorna immediatamente di proprietà di altri che hanno il diritto di ricominciare a manovrarla in modo scellerato senza che nessuno possa dire niente.

Questo il da farsi:

1. Chiediti qual è la tua nave, il tuo equipaggio e chi sono i tuoi passeggeri (le persone che hai l’obbligo morale di proteggere);

2. Chiediti di quale nave sei invece passeggero, chi è il comandante e se sia il caso di mettersi in salvo, tu e i tuoi cari.

3. Adotta una condotta morale che ti renda fiero di ciò che sei, sapendo che si può sbagliare.

4. Proteggi i più deboli e non ascoltare più l’arroganza dei potenti.

5. Goditi il viaggio e i riflessi del mare.

Charlie Fantechi

PS.
A volte una nave deve proprio affondare per attribuire un senso a ciò che rimane.

PPS.
Nella vita siamo tutti marinai, anche quelli che si sentono comandanti solo perché non vedono la vera forma dell’immensa nave che li trasporta.

  • 14 febbraio 2012 at 20:42 | posted by marco

    Sia il comandante che i passeggeri dovrebbero avere chiaro il vero ‘ senso di responsabilità ‘.



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