È chiaro che un comandante, in caso di affondamento, ha l’obbligo morale di essere l’ultimo a lasciare la SUA nave.
Ma questo non può valere per i passeggeri, che hanno il diritto di mettersi in salvo e il dovere di salvare chi è più debole e si affida a loro.
Per quanto i vari comandanti che si susseguono su una nave vi vogliano convincere che la nave è anche vostra e che siete i comandanti della vostra cabina, questo non è VERO.
Altrimenti ci troviamo nella grottesca situazione (certo impossibile) di un comandante che lascia la sua nave per primo e che da una scialuppa di salvataggio col cellulare incita i “comandanti” a bordo (ognuno nella sua cabina) a prodursi in atti eroici per salvare se stessi e la “loro” nave.
Il problema è che quella nave non è mai stata di quei passeggeri e non lo sarà MAI. Lo diviene solo quando sta per affondare e, nel caso non affondi, ritorna immediatamente di proprietà di altri che hanno il diritto di ricominciare a manovrarla in modo scellerato senza che nessuno possa dire niente.
Questo il da farsi:
1. Chiediti qual è la tua nave, il tuo equipaggio e chi sono i tuoi passeggeri (le persone che hai l’obbligo morale di proteggere);
2. Chiediti di quale nave sei invece passeggero, chi è il comandante e se sia il caso di mettersi in salvo, tu e i tuoi cari.
3. Adotta una condotta morale che ti renda fiero di ciò che sei, sapendo che si può sbagliare.
4. Proteggi i più deboli e non ascoltare più l’arroganza dei potenti.
5. Goditi il viaggio e i riflessi del mare.
Charlie Fantechi
PS.
A volte una nave deve proprio affondare per attribuire un senso a ciò che rimane.
PPS.
Nella vita siamo tutti marinai, anche quelli che si sentono comandanti solo perché non vedono la vera forma dell’immensa nave che li trasporta.















Sia il comandante che i passeggeri dovrebbero avere chiaro il vero ‘ senso di responsabilità ‘.
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