Il golf è uno sport assurdo.
Quando inizi, giochi peggio di quanto potessi immaginare. Dopo tre volte, incredibilmente peggiori.
Poi mentre sei impegnato a scavare buche nel terreno sotto lo sguardo severo del custode, succede qualcosa.
Colpisci la palla che improvvisamente emette un suono. Non sai di cosa si tratta, ma sai che è il suono giusto.
Forse non lo hai mai sentito, ma è un suono rotondo, pieno e definito: la materializzazione di un allineamento perfetto tra il tuo corpo e la tua mente. Un istante di perfezione che si concretizza in un tiro dritto e distante con la pallina che vola lontana.
A quel punto dici: adesso ho capito!
Ti metti in posizione, ruoti la mazza, il bacino e tenendo rigido il braccio sinistro sferri un colpo che, sembra identico al precedente, ma che si pianta 20 centimetri sotto l’erba tagliando la testa ad un povero lombrico.
Da quel momento, non cerchi più il colpo perfetto come qualcosa che non hai mai conosciuto, ma come qualcosa che è stato tuo per un istante e adesso hai perso. Forse per sempre.
Vorresti poter ricordare: la tua posizione, i tuoi pensieri e quel movimento naturale e privo di sforzo che hai sperimentato per una volta.
Niente da fare. Più colpisci, più vai in profondità scavando con mazza e pallina.
Il custode ti guarda impietoso.
Le palline a tua disposizione sono quasi finite e vorresti ritrovare quel colpo anche solo per una volta. Un rumore di passi dietro di te distrae la tua mentre proprio mentre colpisci la pallina che, non sai come, torna a volare meravigliosamente dritta davanti a te.
E qui ti accorgi come il tuo inconscio sa già fare ciò che cerchi di imparare con la tua mente conscia.
Adesso sai che l’ipnosi, come il golf, è un’arte del togliere e non del mettere e la tua mente può salire leggera.
Buon volo, ci vediamo sul green!
Charlie Fantechi















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